i 60 anni della Tecnica della Scuola

vai al sito Tecnicadellascuola.it

Progetto Unicef Scuole per l'Africa

Inchiesta

In occasione dei 60 anni della nostra rivista abbiamo ritenuto importante dare la parola alle scuole, chiedendo loro una valutazione sui nodi ancora irrisolti, dopo gli ultimi quindici anni di tentate riforme scolastiche.

L'inchiesta su "La scuola al crocevia delle riforme" è stata condotta coinvolgendo un campione di 80 scuole, distribuite sull'intero territorio nazionale e operanti in più di 200 sedi (209), frequentate da circa 63 mila alunni (63.436), con oltre 7 mila docenti (7.355) e 2mila non docenti (2.064).

Gli istituti sono stati scelti in modo casuale, tenendo conto dei diversi indirizzi e ordini di scuola (licei, tecnici, professionali e istituti comprensivi o scuole medie) e quasi tutti operanti nelle venti città capoluogo di regione o provincia autonoma.

Il nostro non è un campione statistico, tuttavia esso è rappresentativo sul piano nazionale, su quello della distribuzione territoriale e su quello degli indirizzi scolastici. L'Inchiesta, avviata alla fine di febbraio scorso, si è appena conclusa e sono disponibili i dati aggregati per area geografica e per tipologia di scuola.

Nel complesso emerge un orientamento netto delle scuole. Gli istituti di scuola superiore non sono stati riformati e il nostro campione invece si è espresso a stragrande maggioranza per il cambiamento (l'86% vuole che venga riformata l'istruzione professionale, il 63% riformerebbe anche i tecnici e il 55% si aspetta un cambiamento anche dei licei). La scuola materna ed elementare sono state oggetto di riforme e il nostro campione ha espresso un radicale dissenso sul merito dei provvedimenti adottati (l'80% è contrario all'abolizione del modulo e della compresenza e il 66% si è dichiarato contrario all'anticipo nell'infanzia). Il 68% del campione è favorevole che l'autonomia scolastica prosegua all'interno del sistema di autonomie territoriali, ma una maggioranza identica (69%) vuole che la gestione di tutto il personale resti in mano allo Stato e non sia trasferita alle regioni. Federalismo sì, ma con una gestione nazionale del personale.

"I dati completi dell'inchiesta e il relativo commento sono inoltre pubblicati sul n. 18 de La Tecnica della Scuola"